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L’accordo con Israele che l’agenzia di polizia europea non dovrebbe fare

An article by Italian group Ipri Media covers a report by Statewatch.
An article by Italian group Ipri Media covers a report by Statewatch.

“Israele è da diversi decenni un partner privilegiato dell’Unione europea. Non solo nella ricerca scientifica, in ambito militare o energetico: anche per la cooperazione di polizia. Il culmine di questa relazione è – o meglio, vorrebbe essere – un accordo per lo scambio di dati personali tra Europol, l’agenzia di polizia dell’Ue, e le autorità israeliane. 

Dopo quattro anni di negoziati, nel dicembre del 2022 sono trapelate alcune notizie che davano l’accordo per morto o per lo meno congelato. Tra le ragioni, suggeriva il quotidiano israeliano Haaretz, c’erano i timori rispetto all’emergere di una coalizione di governo tra il partito Likud di Benjamin Netanyahu e l’estrema destra religiosa di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich. 

Documenti interni ottenuti da Statewatch e condivisi con IrpiMedia, EuObserver, Apache e ND, raccontano una storia diversa, che arriva fino al 2026.
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Una serie di documenti ottenuti da Statewatch tramite delle richieste di accesso agli atti mostra come Europol abbia in ogni caso ospitato delegazioni israeliane negli ultimi due anni, in almeno cinque occasioni diverse. Gli incontri sono stati facilitati dall’ufficiale di collegamento israeliano di stanza presso Europol, hanno coinvolto diversi dipartimenti e centri operativi di Europol e sono culminati con una visita di un ambasciatore di Israele alla sede di Europol a L’Aja, nel marzo 2026.”

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